Dopo un mese di intensa mobilitazione il movimento autorganizzato SABO*MAV ha ottenuto le sue prime vittorie:
–Il blocco del decreto rettoriale che imponeva l’aumento delle tasse universitarie.
-Assemblea d’Ateneo pubblica, che si terrà il tre maggio, in cui le autorità accademiche dovranno accettare il confronto e la discussione pubblica sui nuovi criteri da adottare nel nuovo sistema di contribuzione e fasciazione e sulla necessità di maggiore qualità e quantità di servizi.
Questa esperienza condivisa da centinaia di studenti ha dimostrato che pratiche quali l’autorganizzazione e il rifiuto della delega hanno permesso di contrastare politiche che mirano alla mercificazione del sapere e a restringere l'accesso all'università.
Per questo SABO*MAV ha deciso di partecipare all’incontro con Oreste Scalzone, uno dei tanti uomini e donne della sua generazione che negli anni 70 hanno praticato un reale tentativo di trasformazione dell'esistente e di aprire un dibattito pubblico che metta in relazione le esperienze e i contesti da lui vissuti in prima persona.
In un' università, in una società, il cui scopo pare censurare e revisionare tutto ciò che non è compatibile e pacificato, l'incontro di oggi ha il compito di ricostruire il filo della memoria.
Infatti, da quando è tornato dal forzato “esilio” francese, Scalzone è stato oggetto di una feroce campagna di criminalizzazione: mass-media, presidi organizzati da camicie nere (in doppio petto o non), Istituzioni Accademiche e polizia (come a Palermo e a Roma dove hanno blindato le università al suo arrivo) hanno tentato di “tappargli la bocca” e revisionare un’ulteriore pagina della nostra storia.
LA STORIA DEI MOVIMENTI
E' LA NOSTRA STORIA
LA MEMORIA E' UN
INGRANAGGIO COLLETTIVO
SABO*MAV
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